Il viale 

Primavera 

Era primavera  inoltrata ed ho conosciuto questo viale: amore a prima vista, amore a primo annuso, sono quasi tutti uguali i viali delle stazioni ma questo mi pareva quasi regale, solitario, un senso unico che provenivada un impero austroungarico
Poi arrivó anche il viale di fine primavera, e alla fine di quel viale, a pochi passi dalla stazione ho dato attenzione anche alla locanda, quelle di una volta, dei vaindanti, con cibo buono in piena armonia con il verde ed il silenzio tra la  fine della primavera e l’arrivo della lunga Estate calda 


Estate

Ed in estate stava sempre lì, il viale con quel gradevole rumore delle foglie mosse da un inaspettato vento caldo di luglio e da un vento di fine agosto quando ho ritrovato il viale sempre bello, con quel toast così buono alla locanda che pareva sempre ferma nel suo tempo

Autunno
 l’Autunno é il miglior amico dei viali ed il mio viale d’amore si era presentato decorato di rosso porpora, con le foglie che salutavano i marciapiedi cadendo senza far rumore, un trionfo d’amore, era un vera dichiarazione d’amore


Inverno

Mi mancava il viale d’inverno, spoglio come l’ho ritrovato oggi: l’ho annusato, l’ho guardato ed ero sempre affascinata dal mio viale che percorrevo in senso contrario, con un naso all’insù, cercando di fissare e ricordare le stagioni del cuore

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di ortyz

Io, Infedele

Questa cosa che io devo fingere di andare a messa per andar in basilica di San Marco deve finire
anche il dover scrivere subito sennò mi dimentico cosa voglio scrivere, deve finire 
E deve anche finire questo rubare scatti nella dimora del signore, cristo Gesù 
(Questa gliela copio a lenny belardo)

“Signore dobbiamo parlare, tu ed io dobbiamo fare due chiacchiere, è pure il tempo giusto”
Dimmi perché ti hanno creato, Gesù, perché hanno scelto te, in quella valle, tra gli ulivi, perché ci fanno credere che Giuseppe non sia davvero tuo padre e soltanto un umile falegname che ha accolto di formare la sua famiglia con una donna incinta senza aver commesso quel che potrebbe apparire un reato se non fosse che è solo un dono d’amore
Perché tu, Gesù, tra gli ulivi tradito, poi pure messo in croce e finito chissà in quale tomba
Le mie radici cristiane mi dicono che dio, tuo padre, ci ha creati a sua immagine e somiglianza 

Ma ci devono esser stati parecchi stampi difettosi perché ci sono molti replicanti che hanno preso la via della distruzione

Ah si, quello è il diavolo che tenta di mettere alla prova la buona volontà degli uomini 
Lo scontro infinito tra ciò che è bene e male, quello che rende quasi affascinate la vita, ‘che sarebbe troppo noioso “peace and love e andate e moltiplicatevi
Ecco “sono confusa” come dice il nonno di Cher in moonstruk: io entro in chiesa perché amo veder le volte e le cupole che riflettono la luce perfetta della basilica

Io entro e sento il suono dell’organo e le calde voci del coro, mi emoziono, scambio anche il segno di pace, non voglio passare per infedele
Però, accidenti, che bene che si sta li, sotto quel soffitto così armonioso e dorato 

Mi piacerebbe scrivere finché sono li ma non si può, si deve rispetto alla religione anche se religiosa non sono

Sono curiosa e allora mi travesto da cattolica
Devo solo capire perché hanno scelto quel giovane figlio del falegname che voleva solo portare la buona novella ed è riuscito a accogliere molte donne e uomini, e altri ancora che nel corso dei millenni hanno anche creato questo monumento, uno tra i tanti, alla cristianità, che hanno messo delle certezze sulla parola morte e creato verità sulla vita eterna, quello che fa della vita il segreto della vita stessa

(Me so incartada, fine:)

di ortyz

Carnevale veneziano

Mi sono rotta le scatole di leggere che il carnevale di Venezia è rinato nel 1980 per mano di Maurizio Scaparro, considerato da tutti il reinventore del carnevale veneziano
Ve la racconto io la vera storia del carnevale di venezia dei giorni nostri 
Febbraio 1979, protagonisti una radio veneziana e le casalinghe che chiamavano durante un programma di musica veneziana; ed il comune denominatore della numerose telefonate era la volontà di riportare in vita il carnevale veneziano e veder la fine di l’orribile consuetudine, di moda da anni, del lancio di farina e uova addosso a chiunque si trovasse sulla traiettoria di teppisti locali, organizzati in piccole bande in giro per la città 
Fu così che, alla radio locale si decise di organizzare due feste: una al palazzetto dello sport all’arsenale -al sabato- ed un altra in piazza San Marco, il martedì grasso, nel febbraio del 1979
In piazza San Marco, quel martedì grasso, c’era un palco accanto al campanile ed una serie di banchi per vender ombrette e frittelle, dal palco i dj dai nomi più da compagni di banco che da divinità delle consolle, suonavano musica che faceva ballare anche le tre aste delle bandiere che stavano dietro al palco: nessuno stava fermo

Fondamentale fu l’aiuto di tutti: dalle casalinghe, alla scuola granda San Marco, dell’allora sindaco mario rigo che salutó l’iniziativa con grande entusiasmo 
Bastarono annunci alla radio e la piazza si riempì di veneziani in maschere fai da te, un trionfo di colori, fu una festa bellissima, tanta musica ed allegria, niente più farina e uova, usati solo per fare le frittelle o i galani

Solo l’anno successivo, 1980 appunto, arrivó  scaparro con quel suo carnevale del teatro, ma era già tutto pronto, l’eco della festa del precedente anno fece il giro del mondo
Se non ci credete cercate i giornali del 79
Io mi sono rotta le scatole di leggere cose non vere, mi irrita chi si impossessa delle idee altrui
Le casalinghe, la radio locale e la scuola granda San Marco sono i veri responsabili di un carnevale che poi è diventato un incubo per la città, perché noi veneziani siamo costretti a condividere tutto col mondo intero 

di ortyz