Spiritualizzando a santo Stefano 

“Sono atea”


“Dio non esiste”

“La religione è l’oppio dei popoli”




Eh si, io e la religione



Oggi, santo Stefano, son stata alla basilica di San Marco ma per vedere questo splendido gioello che testimonia una eredità bizantina si deve pagare 

Non è per non pagare ma credo che una testimonianza così importante, un luogo di culto dovrebbe avere libero accesso e allora l’accesso me lo sono creata da sola, sono andata a messa

I miei non erano particolarmente religiosi, sono stata battezzata -e pure velocemente perché me ne stavo per andare nell’alto dei cieli- ho fatto la prima comunione poi non ho frequentato molto messe o altro

Non credo esista un’entità superiore, credo sia un processo che va al di là dello spirito santo, ecc; però  mi affascina molto ascoltare il papa in carica, mi piace quel che dice e se credere in dio o budda o allah è credere alla pace e alla fratellanza, una religione non puó fare male, giusto?

Le religioni sono una via di fuga dalla paura dell’ignoto, tutti abbiamo paura di morire, di lasciare la vita, un po’ ci scoccia lasciare questo mondo, diciamolo: le religioni ci hanno creato un mondo parallelo, un web prima del web stesso, una dimensione dove vagare e trovarci tutti alla fine, un po’ come nell’ultima ed unica puntata di lost che ho visto, ritrovarci tutti felici al resoconto finale, non al giudizio ma al semplice raccontarci ciò che è stato; d’altro canto l’aspetto affascinante della vita è il non sapere cosa ci sarà nel futuro.

Calma! No, non mi sono convertita:  stando in basilica, seduta accanto al confessionale, rubando scatti non consentiti mi sentivo bene, pensavo a quanto sia necessaria un po’ di spiritualità anche anarchica, senza un dio con nome e cognome, per dare un senso di pace a questo momento inquieto che non è altro che la storia che ripete se stessa 

I commodo del mondo sono tanti, ma i massimo meridio sono molti di più, siamo in tanti a non accettare le violenze, le inutilità delle guerre
Dio e la fede rimarranno un mistero affascinante, mi sto attrezzando per un po di spiritualità, quella che serve per apprezzare, per conoscere

Le foto sono un po’ storte, però guardate quanta bellezza c’è in un solo luogo,la  chiesa a croce greca stile Bisanzio, nel suo work in progresso anche un po’ gotico: non so se Dio esista ma se esiste ha lasciato molte tracce di bellezza anche sotto altre vesti perché moschee, templi e altri luoghi di culto hanno tutti un respiro di pura grandezza.
Fine
(Poi correggo, ma io posto senza controllare, da sempre)

di ortyz

La franca 

All’ultima mostra del cine c’era anche un documentario su franca sozzani, io ovviamente sono riuscita a perderlo per coincidenze di proiezioni e mi era pure dispiaciuto

Chi mi ha accreditata aveva anche l’invito alla festa in concomitanza della presentazione del docu, alla mostra ci sono molte feste ma non ho fatto nulla per andarci, non amo molto apparire, ecco 
Io sono poco modaiola, nel senso non vesto elegante, non vesto più elegante come anni fa, ora sono un’amante delle tute per ogni occasione, specie in inverno, d’estate è più semplice vestirsi 

La tuta per ogni occasione, sono diventata insensibile alla bellezza di una bella giacca e gonna o di pantaloni svolazzanti o cappotto lungo con cintura. 

Eppure c’è stato un periodo che “coordinata senza se, senza ma” ho ancora in armadio più di un capo che potrei anche mettere ma la comodità e la velocità del mettere un paio di braghe e maglia è troppo invitante ed appagante 
A me piaceva la franca sozzani, nonostante si parlasse di lei come persona poco simpatica -anche se ci credo poco- lei era sempre molto elegante -vabbè ci sta, si occupava di moda, era punto di rifermento per tutte le giornaliste di moda 

Aveva le gonne così belle e poi, una cosa che le amavo molto erano le scarpe basse in occasioni eleganti: quella donna bionda, con i capelli alla rinascimentale, era diventata una sorta di ispirazione, era bello vedere l’eleganza che io non avrei mai indossato, quella eleganza che non mi appartiene, perché io sono tuta e sneakers

Oggi lei mi avrebbe sgridata di sicuro, sono uscita e non ho nemmeno tolto la maglia del pigiama “tanto sotto El piumin non me vede nissun”


ci sono persone che non consociamo se non attraverso le news, le foto, i racconti  e lasciano comunque un segno

Lei faceva la giornalista, un mestiere che forse mi sarebbe piaciuto fare ma forse faccio meglio altro, lei ha vissuto l’impero della moda dirigendone la Bibbia, la rivista d’eccellenza, insomma  non era solo abiti ed accessori ma anche cultura, lei era l’Italia nel mondo, mica conoscono carlo conti all’estero eh, nemmeno bruno vespa no, nel mondo che conosco io sono famosi italiani che  rappresentano ed esportano cultura, economia, alta cucina e moda, era famosa lei 

E si, la franca sozzani sarebbe una a cui ispirarsi
Allora ciao signora della moda, grazie 

di ortyz

Democrazia secondo grillo 

Non abito a Roma, abito a venezia dove, per motivi altamente umanitari, sono prigioniera da un paio di anni, insomma: viaggio meno di una volta
Questo mio soggiorno obbligato a venezia non significa che io debba tacere su vicende -di qualsiasi tipo- che avvengono in qualsiasi parte del mondo.

Più di qualcuno me lo ha detto, anche in occasione dell’elezione di trump
Vero, anche io dico che chi non vive e lavora a venezia non può sapere cosa significa l’orribile svendita della città
Io oggi ho postato una cosa a proposito della raggi, non su come lei gestisce Roma, ma su come lei ha gestito l’arresto di marra
Ok, non abito a Roma, ma per anni, prima dell’avvento di Facebook ero spesso a Roma, taglio di capelli compreso e si intuiva che Roma non era pulita come la cucina di Carlo cracco prima di una ispezione dei nas
E nemmeno discuto di come un sindaco stia affrontando una emergenza con un continuo via vai di dimissioni 
Ma credo di poter discutere su come lei abbia affrontato il caso dell’arresto, essendo stata smentita non da giornali nemici e collusi con i poteri forti -poi un giorno mi direte se anche l’uomo ragno fa parte di questi poteri- o giachetti ancora ferito a morte per la sconfitta elettorale 

no, è stata cannata e smentita dalla sua collega e socia della ditta casaleggio , Roberta lombardi
Una scomoda dichiarazione in TV, per nulla amichevole è molto seccata
Si certo, il pd e renzi, quando non si sa come ribatter si cita loro

Ed invece non funziona così, si replica nel merito
La raggi ha scaricato marra come si scarica in autostrada un cane indesiderato e scomodo
MA il web non perdona ed ecco spuntare un post della pia sindaco che sembra quasi una dichiarazione d’amore verso il giovanotto attualmente ad un corso di aggiornamento presso la magistratura romana 
Ecco, io questiono di questo, non di lei che non sa come far portar via i frighi e allora inventa un complotto contro l’amministrazione che presiede 

Ah si: credo anche di poter criticare una ditta privata, la casaleggio associati, che ha preso residenza nell’ufffcio del sindaco, dando indicazioni su come fare il sindaco obbligandola, salvo multa salata, a disattendere uno degli articoli della prima parte della costituzione, che diventa sacra a seconda delle esigenze, l’articolo 67, siete pigri? Google non funziona? Ma si, quello che dà diritto ad un qualsiasi eletto di esser in disaccordo con le linee del partito, che nega il vincolo di mandato, un eletto deve essere LIBERO

Ecco, una cosa così la può criticare anche chi sta in kurdistan 
Fine 

Chiuso. Torno a veder come funziona quella Tim vision
Baci e abbracci

di ortyz

i dieci comandamenti, venezia

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Come a scuola, col foglio bianco davanti e non sapere da dove cominciare, vorrei scrivere qualcosa su venezia, su quel “i dieci comandamenti” servizio di raitre di domenico iannacone, iannacone, si.

incuriosita dalla reazione del sindaco brugnaro ho cercato la puntata su raiplay, sono stati 55 minuti di puro ed intenso dolore.
si, dolore nel vedere come si è ridotta la mia città, come alcuni veneziani hanno reso questa splendida città, patrimonio di arte e cultura, una filiale di las vegas e tutti gli studios cinematografici di tutto il mondo.

brugnaro si incazza ed ha ragione in alcune cose: quell’attore che rende ridicola la figura del doge in finti matrimoni organizzati per ricchi stranieri ma bisogna pur inventarsi un lavoro, in questa città, il turismo produce soldi, ma è anche un turismo che svende la dignità e non solo della città.

Ed il servizio tv prosegue con le solite cose, a partire dalla  madre di tutte le battaglie: le grandi navi
un servizio con le immagini oramai famose in tutto il mondo, mostri di acciaio in laguna con il loro carico di turisti poco interessati alla città ma più allo scatto dal deck superiore e “visto che bella venezia dalla nave? poi siamo andati a prendere l’aereo
chi arriva in nave difficilmente spende in città, vitto ed alloggio in nave, spese nei negozi della nave; con le navi ci guadagna chi lavora al porto, la ditta dei rimorchiatori -sembra siano padroni del mondo, sanno tutto loro, dal porto  arrivano alle bocche di porto a bordo delle pilotine e  tornano indietro  ma “ciò, so imbarcà,  mi so stà in tuto el mondo”,
ci guadagna chi organizza i transfer, un giro di milioni per piccole imprese che pur di lavorare vanno al ribasso e chi lavora lo fa per una vera miseria, non provate a dare la colpa a renzi: c’è da anni questa triste abitudine, ero piccola, si chiamano “gare d’appalto”

e poi l’altra grande battaglia: il made “non più in venezia” il comparto artigianale e vetraio di murano, ditte –fornase– che hanno chiuso, turisti che se ne fregano del cigno in vetro targato china tanto  “sono stato a venezia e ti ho portato un pensierino”
è difficile esser imprenditori in una città come venezia, come lo è in tutta italia, con tale burocrazia che ammazza le imprese ancora prima di nascere e ammazza quelle storiche che non ce la fanno più con la spietata concorrenza della nuova economia che soffia da est.

ho detto cose sconvenienti? no, non mi pare, se non un paio di appunti al menego  -domenico in dialetto  veneziano doc,   che pure sta sparendo: nel servizio “i dieci comandamenti” manca il cuore pulsante di venezia, manca chi non lavora con il turismo.

mancava l’intervista al messo comunale, all’impiegata della banca, alla segretaria del centro prenotazioni ospedaliere, alla commessa della farmacia, ai marinai dei vaporetti e a tante persone che lavorano in una città che soffoca, persone che non vivono di turismo e devono subire un mondo che a loro non appartiene.
mancavano i veneziani che non vivono di turismo che hanno il diritto di vivere nella loro città senza esser comparse di uno studio cinematografico o figuranti di un parco a tema

“venezia è un sogno, è la più bella città del  mondo “

“venezia è bella ma non ci vivrei mai”

devo andarmene da questa città, lo so.

e non è giusto, no.

 

qui la trasmissione di rai tre

le cose più vere e dolorose  le dice la luigina che conosco da una vita, anche lei una veneziana che deve rinunciare alla sua città. a venezia

 

di ortyz