La domenica della casalinga, la fuga al bar

” i discorsi del bar”

 

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Dio benedica chi ha inventato i lavaggi brevi delle lavatrici: 14 minuti e la biancheria pulita, candida, come fossa stata lavata sui ciottoli del fiume, la bellezza di riuscire a rifare un letto con le lenzuola senza doverle stirare, sono una casalinga pragmatica, poche storie!

………….

(Vorrei uscire da questa tristezza che attanaglia questa domenica di luglio: i morti di Dacca, il Michael Cimino morto forse troppo presto, insomma è una domenica luttuosa, piena di domande senza risposte adeguate perché, confessiamolo, nessuno sa come uscire dal girone infernale dei terroristi dell’isis, non c’è verso, sono schegge impazzite, armate e poi partite per una tangenziale che nessuno avrebbe mai potuto concepire se non loro, malati e assetati di una vendetta che il loro Dio non approverebbe
Chi si prende la briga di trovare una soluzione? Come si può, adesso -in questo tempo preciso- riuscire a far una qualsiasi cosa senza la certezza di non incontrarli al supermercato, in vaporetto, all’aeroporto, al bar, a scuola, in ospedale, in un qualsiasi posto dove si va ogni giorno, per abitudine?
Vero, non bisogna avere paura, il destino è destino, non si può scappare, non si può rinunciare alla vita per colpa di questo maiali criminali che io vorrei vedere morti all’istante. Oggi è la giornata del cordoglio, lo saranno anche le successive, lo saranno per sempre quelle dei familiari delle vittime, poi un po noi torneremo a pensare alle nostre quotidianità, rispettando le ricorrenze e manifestando a tempo

Oggi vorrei rivedere the deer hunter, il bellissimo film di Cimino: quella pistola, quella roulette russa, la gabbia, la guerra, l’amicizia attorno al tavolo di biliardo, quella guerra infinita.

Non è tempo per gli eroi, o forse anche si, le domande sono sempre le stesse, la storia si ripete, sempre sarà così, perché è nella natura umana, questa non è una resa ma una realtà)

Ecco, ho chiuso la lunga parentesi, vado a pagare il cappuccino, torno a casa a ritirare i panni.

Sulla partita di ieri non scrivo perché è roba sacra e io sono profana.

 

(pubblicato oggi, luglio 3, 2016 – seduta in quel caffè, non pensando a te)

 

 

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di ortyz