Viaggio sola

#viaggiosola ha i suoi vantaggi, ha i suoi svantaggi

Molti i vantaggi, pochi gli svantaggi, il peggiore: non aver la patente di guida, quindi non poter girare con un qualsisi mezzo che non sia una bicicletta od il dorso di un mulo
Tocca dipender dai trasporti pubblici, dai taxi, quando non costano quanto una rata di mutuo mensile
E allora si perdono bei momenti, si è legate ad orari che a volte sono improbabili

Ma viaggiare sole è un viaggio per due, si viaggia in due: la sola che si vuole riposare, e la sola che vuole scoprire cose nuove.

Casca la voglia di andar nei posti conosciuti, dove si è state bene, ma anche qua, a volte, non è possibile
Allora si decide a caso: posti che si desidera veder da sempre ma che per motivi sconosciuti si sono messi in disparte

Quest’anno è stato così: istinto mi ha portata in un posto immerso tra rocce granitiche e vegetazione mediterranea, lontana dal mare, quel mare che amo tanto, ma che era possibile raggiungere con quei famosi mezzi di cui scrivevo prima

È stato un continuo tuffo in mare, una volta arrivata alla spiaggia.
Il richiamo del mare è troppo suadente: si va in acqua, avanti ed indietro
Sole e mare: la vera bella vita selvaggia

Il tasto dolente è stato il cibo, davvero pessimo
Albergo bellissimo, cibo pessimo; mare lontano, orari brutti
Bisognava cambiare e allora son approdata a porto cervo, dove non ero mai stata in questi 29 anni di sarditudine

Albergo affollato, un posto con gente che va e viene, un po all’americana
Bello, belle stanze, buona ristorazione, anche affacciata sul mare azzurro macchiato di blu

La io che viaggia sola e finge di esser una fiammetta fadda sconosciuta consiglia di presentar l’agnello con patate e non verza alla julienne -panico tra i camerieri:-)
Mi piace questo viaggiare sola, questa parte del viaggiare che lascia un po di mistero

Ed il viaggiare sola fa si che si conosca tanta gente, far chiacchiere improbabili con altri viaggiatori improbabili, con giocatori del latina, squadra di serie b, mi si dice

A cena così tanto non ci son mai stata, ora gusto il dolce, buono
E metto on line questa nota, scritta tra chiacchiere con due simpatiche agenti di associazioni, un paio di calciatori e personale di sala

Viaggio sola: uno stile di vita
Per chi non si sente sola, mai

(Work in progress)

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di ortyz

Non può finire così

La mini vacanza sarda sarebbe dovuta finire domani, questa esser l’ultima notte qua, avvolta tra queste rocce preziose e protettive: il paesaggio, sebbene aspro, è incantevole, le forme -che cambiano a seconda da dove le si veda- raccontano una storia lunga millenni, un variare creato dal vento e dalla salsedine

È così, che va amata la Sardegna: per queste immagini, per questo granito, per il blu del mare, per il vento che confonde e mescola i profumi di mirto, ginepri e vegetazione mediterranea

Non è l’isola dei vip, non è l’isola della mondanità: è l’isola di donne e uomini che ne hanno fatto la storia

Stare qua è un po rivivere una cultura che rimane immutata, contaminata forse, ma la fierezza sarda resiste, persiste, come le rocce tra le quali ero avvolta in questi giorni

Domani sarei dovuta tornare a Venezia ma ho ancora voglia di tuffarmi in questo mare e allora cambio albergo: questo sarà anche bello ma ho bisogno di un posto sul mare

E si è concluso un ciclo della mia vita sarda: prima i villaggi, poi gli anni -splendidi, forse i migliori in assoluto- alla Maddalena fino ad arrivar al lusso dell’albergo dei vip, dove son stata viziata, dove non posso tornare perché non è ancora legale rapinare una banca per potersi permetter una notte in uno degli alberghi più belli al mondo

Ma posso dire di esserci stata per anno.

Adesso altra svolta: rocce e mare

A parte la cucina -pessima, ahimè- è la mancanza di santo sky, fin ora è stata una bella novità
Domani albergo sul mare, con amici che non vedo da anni

E ora, il tramonto di questo bellissimo venerdì, passato quasi tutto al mare, nel blu, nel blu, nel blu infinito

Datemi una ragione per non amare più questa isola. Non la trovo.

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di ortyz

Vacanze sarde

Non c’è verso, quest’anno manca l’ispirazione, sto in Sardegna, nell’amata isola ma niente, non riesco a scrivere, niente diario sardo simil sentimentale

Non sono nel solito albergo da straricchi, quest’anno m’e toccata la purga, e ho scelto un posto in mezzo alle amate rocce
Ma per arrivare al mare, c’è bisogno di un trasporto a 4 ruote, ed è già buona cosa che in questo albergo ci siano collegamenti

A volte però non c’è modo di tornar in albergo, nella camera, che per quanto sia carina e abbia bella vista non ha i comfort dell’albergo da 1000 euro a notte, se costa così tanto, un buon motivo ci sarà pure, no?:)

Sky, il piumino, la frutta, i dolci, i giornali: par poco, ma conta, in una weeknd di svago..

Una volta abituati alle belle cose poi le altre sembrano sempre peggiori di quel che in realtà sono

‘Che qua non è brutto, anzi, anche se non è opera di couelle
Ma molte persone di lamentano di camere brutte, del cibo non buonissimo.

Basta il mare, in realtà, però dopo le sei del pomeriggio scatta la ritirata, ed é in peccato, considerato che son abituata a star, nella mia dighetta del lido, fino alle 8 di sera

I bagni però, che mare, che nuotate: sempre in acqua. Non si può star lontano dall’acqua
Lei sta la, ti guarda e chiama. Tocca andar, niente da far. Una sensazione di libertà

Più di tre giorni qua non starei.
Ma son contenta di esserci, il mare fa perdonare tutto.

Anche l’alba di stamattina, in realtà: uno spettacolo

(Work in progress…)

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di ortyz

Solstizio d’estate

Io amo i solstizi. Quello invernale forse di più perché rappresentata la rinascita, in un certo senso

Quello d’estate mi piace per i colori, per la luce, per l’odore dell’estate che, si, sarà insidiosa per colpa del caldo torrido, ma porta con sè quel senso di leggerezza, di insensatezza anche

Di solito scappo da Venezia, è bello passare il primo giorno d’estate via dalla città che vedo tutti i giorni.
Quest’anno non è stato possibile e mi ritrovo qua, a decider se andar ad una cena dove conosco solo una persona, mentre ammiro due barche a vela -mozzafiato- ormeggiate qua, nella riva

Quasi quasi fingo che sia ancora primavera, torno a casa, vedo una partita del mondiale e buonanotte a tutti

(Con questi colori, è impossibile non sentire un po di magia)

Felice estate.

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di ortyz

Notte prima degli esami

Dopo 34 anni, ancora la ricordo
Ricordo quel 30 giugno 1980, a Lucca, per una settimana tra compiti, disegni, camici da disegnare e tagliare e cucire

Suore, andavamo in una scuola gestita da suore, e per dormire stavamo in un albergo, con tanto di leggenda con fantasma

Sicchè la sera prima della prova di italiano, quelle sciagurate delle mie compagne di classe avevano organizzato una seduta spiritica

io invece, solita asociale, me ne son rimasta in camera a scriver sul diario, a scriver degli amori del momento, ascoltando -questo lo ricordo bene- Simon and garfulkel
Una sera bellissima, intima, per nulla angosciante
Ho un bellissimo ricordo di quel luglio
Della chiacchierata con l’insegnante di italiano su macchiavelli, le brigate rosse e Aldo moro: fu un vero trionfo, con tanto di voto altissimo

Stasera andrò a dormire tranquilla, pensando a quel che dovrò fare domani al lavoro

In questo momento ci saranno 18enni a sbirciar le ultime news sul web, noi non avevamo i social network: ci confidavamo a voce, scrivevamo sui diari
Adesso ci si affida al web

Magari, domani, sarà -potrebbe esser uno spunto per uno dei temi

(Suggerisco sempre quello di letteratura, non si può sbagliare:)

di ortyz

Racconti d’estate

Riaprono le attività balneari ed assieme ai tavoli del bridge e alle gare di bocce, compaiono loro, il terrore delle spiagge, i vu cumprà.

A volte sono insistenti, qua a Venezia molti parlano pure veneziano, quasi di sono integrati con la popolazione lidense: molte signore e non solo, comprano parei, collane, trattano, contattano..un momento quasi di svago nelle calde giornate del dolce far niente al mare
Attività andrebbe regolata, molti di loro son irregolari, guadagni in nero, chissà a chi va poi quel denaro.
E poi ci son momenti in cui non se me può più, son insistenti ma, ripeto, qua al lido mi pare una convivenza pacifica

Scrivo ciò perché? Perché Flavio Briatore ha iniziato la crociata contro i vu cumprà

Ad un suo tweet ho ricordato, al non più giovanotto di Cuneo, che in una spiaggia da “shogno” da lui frequentata, c’è una tizia, accento romano, aspetto da coatta, che si presenta come proprietaria di negozi a: Saint tropez, Los Angeles e Capri
Ma viene a vender i “suoi capi” -roba da banchetto del mercato, da comprare a 10 euro- ai ricchi ospiti di un albergo per modiche cifre che si aggirano minimo 100 euro
E comunque il sospetto viene spontaneo: ha negozi in posti simili e viene in spiaggia a vendere??mah!

Ma la signora identifica le vittime, si avvicina e ammalia le clienti, con complimenti al limite della ridicolaggine, generalmente le russe son le clienti piu appetibili: una ha sborsato, per tre stracci, 600 euro
Insomma, miss “Saint tropè, losssangele e cappri” è vera imbrogliona, peggio dei vu cumprà

Una mattina si avvicinó pura alla mia sedia: “se non togli quella borsa dal mio asciugamano chiamo la finanza”
Dileguata

In soldoni: fa più fastidio il vu cumprà straniero del vu cumprà italiano

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di ortyz

Venezia ed il turismo

..se Venezia e’ la città più bella e particolare del mondo i veneziani sono i più antipatici e scortesi …io per protesta proporrei uno sciopero e astenersi dal visitare Venezia per almeno venti anni …vorrei vedere come fanno senza i turisti a foraggiare la loro economia …

Leggo questo in giro per il web e mi prende un po di sconforto
È vero: noi veneziani siamo, spesso, un po intolleranti verso i turisti;
Vero anche che molte categorie si comportano male con i turisti: in questo caso i commenti arrivano in un post che denuncia la maleducazione dei tassisti veneziani, che son così pure con noi veneziani, eh, questo si deve sapere..!

Però è per me doloroso questo pensiero, questo accumunare tutti i veneziani al turismo

Vero, faccio ammenda e chiedo anche scusa: io sto perdendo qualsiasi ragionevole controllo e son spesso scortese con i foresti, forse non vivo di turismo, forse sono lontana dalle logiche di mercato, ma forse una volta a Venezia eravamo 120 mila e ora siamo meno di 60mila: l’emergenza abitativa ha fatto sfollare i residenti a favore di alberghi e bed and breakfast

Venezia é sempre stata città multiculturale, ancora dai tempi della gloriosa repubblica marinara
I turisti ci son sempre stati, era una convivenza pacifica, gioiosa, festosa anche
Ora è diventato un incubo per chi, come me, vive e lavora a Venezia
Son priva di prender un mezzo pubblico, la città é invasa tutti i giorni dell’anno da turisti di ogni tipo, i peggiori e i più numerosi son quelli ad orario: si, miei cari, arrivano qua per poche ore e nemmeno rendono soldi, se non ai soliti speculatori.
Poi ci son le grandi navi, ma li aprirei -anzi, ho già aperto altro capitolo a parte

Venezia é fragile, ha bisogno di riposo, ha bisogno di rispetto

Se io tratto male i turisti qualche ragione c’è, anzi, é una: amo la mia città, vorrei condividerla pacificamente, senza esperienze dolorose.
Riveder Venezia come la vedevo fino ad una trentina di anni fa

Ma rimarrà un sogno

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di ortyz