lo specchio

Specchio specchio delle mie brame, chi è la più buffa del
Reame?

Ah si, lo specchio non è il mio nemico, nemmeno lo guardo, lo pulisco, quando le gocce d’acqua son troppe

Lui sta la, aspetta che gli dica qualcosa
“Ma bea, ti xe!” Par che mi dica, e io manco lo considero

 Poi, al mattino, ci passo davanti, nemmeno mi lavo il viso, niente creme, son di corsa, lui piange, lo sento piangere, crik crik…
“Torno alle tre! Ci vediamo dopo” così lui sta tranquillo e m’aspetta
 
coccolare lo specchio?
Naaaa, costa fatica adulare un uomo, figuriamoci lo specchio dove si cerca conforto
No, lo pulisco, brilla ma oltre ciò no, niente, non coccolo un pezzo di vetro
Resto impassibile ai suoi richiami
Ogni tanto accade che io vada la, lo guardo e gli dico
“Come mi vedi oggi?”
Lui par risponder “tu, come ti vedi qua?”
 
a chi mi chiede di fare come la contessa di castiglione:
Ma no! Niente drappi, gli specchi servono per riflettere la luce e la nostra -supposta- bellezza
 
(continua)
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di ortyz

Scrivi? Naaaa

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Dice una mia amica, ma pure quell’altra, che stava a cena ieri sera: scrivi!
Ok, magari quel che cosa simpatica riesco a metterla in questo blog, ma non mi sento una scrittrice, non è la mia professione, mi manca l’ispirazione, finirei per scriver il mio diario personale di residente veneziana
No, bisogna saper scrivere, un conto son le cose veneziane, o i ricordi di adolescente scavezzacollo:)
I libri li lascio a chi sa:)

Ma grazie per questo bel regalo -leggere fa sempre bene- e per la fiducia

🙂

di ortyz

Un anno in più che se ne va

Accade sempre la stessa cosa, il giorno prima del compleanno: voglia di rovistare tra le vecchie cose, guardar le vecchie foto, e leggere vecchi diari, cercare volti e nomi che, molte volte nemmeno ricordo più
Ho conosciuto molta gente in questi anni: ma le amiche e gli amici son sempre gli stessi, li porto con me un po’ dall’infanzia felice e, altri, dall’adolescenza fatta di fughe, discoteche, pianti, felici estati in maremma, innamoramenti lampo ed innamoramenti dimenticati
Ma mi piace rovistare, ritrovare quella che ero, che alla fine non è poi molto diversa da quel che sono: sempre alla ricerca di qualcosa, sempre a cercare, cercare, chissà che cosa, poi

Mai ferma, mi annoia quel che riesco ad avere, non per vizio ma per voglia di conoscere, per imparare cose nuove, ‘che la vita è bella, non si deve sprecare tempo.

A volte ne ho sprecato, tempo perduto ma si può sempre recuperare.
Ogni anno mi metto a scrivere la solita nota di addio e di benvenuto ad un vecchio ed ad un nuovo anno di vita

Ne sono passati tanti, ormai, ma mi pare di esser sempre la solita inquieta adolescente qual ero
E mica mi dispiace, eh

Allora un altro anno della mia vita se ne va, chissà se sarò in grado di affrontare quello che arriva, ma temo di si: troppe cose da fare, musica da sentire, film da veder, persone da rivedere, incontrare, storie da inventare
Non è bellissimo, vivere così?
Un tuffo nella vita, come un tuffo nel mare, come la sensazione meravigliosa di staccarsi dalla roccia ed entrare nel mare, ed esplorare quel che da su, non si vede

Allora, ma è ancora troppo presto:
cin cin, per chi vuole brindar con me
🙂

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di ortyz

Nizioeti

Ripenso alla storia dei nizioeti venessiani mentre tutta l’Italia si interroga e dibatte sulla vicenda cancellieri

Perché togliere a Venezia la sua identità? Cosa cambia se invece di cae ci scrivono calle?
Cambia cosa? Che il turista di Salerno o Bolzano -no, spetta, per quelli andrebbe tradotto in tedesco- o Milano non si perderebbero!?
Tanto si perdono lo stesso, Venezia è così, una città che ha sempre avuto cae, rii, canai, piscine, campi, campiei…

Perché snaturare una città unica al mondo?

Sono disgustata

E, a chi ha deciso il cambiamento un sonoro: “‘ndè in mona de vostra mare”

‘Che non è una parolaccia, nemmeno un minaccia, ma un vecchio adagio colorito delle nonne in traversa sedute sulle loro careghette a far do ciacoe

Ecco

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di ortyz