Maggio, biennale, arsenale

Ogni volta che entro all’arsenale ringrazio di esser nata in questa città, in questi luoghi
L’arsenale appartiene alla città, ai veneziani, è storia della città ed è parte della mia infanzia ed adolescenza
Bello condividerlo con chi ama l’arte, la cultura
Venezia è uno scrigno che ha bisogno di rispetto, l’arsenale è un gioiello, uno dei gioielli da conservare con cura ed amore

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di ortyz

Racconti veneziani

Finito di lavorare, prendo carrello e vado a far spesa a San lio, parte opposta a dove vivo, ma hanno carne buona sicché vado volentieri la.
Faccio la spesa e decido: vado fino alla banca a veder quanti soldi mi sono rimasti, mi tocca, inevitabilmente passare per il centro!

Centro pieno di tanti scassamaroni de turisti, ovvio.
Arrivo quasi calle dei Fabbri -dopo esser passata col carrello sui piedi di numerosi turisti:)

Giusto all’inzio della calletta per andar a campo San gallo due donne ferme come due ebeti, in mezzo, non si passava.
Io mi fermo, le guardo -fulminandole- e si spostano, la più veccia, e pure brutta, co faccia da radicio e fasioi, mi dice: “chiedere permesso, no?”
Io proseguo per la calle e rispondo:
“Non si sta in mezzo alle calli”
La turista petulante: “Ed invece si”
Io “e a venessia no se usa, se sta in parte”
Lei “beh, son venessiana” -con accento da Padova
“E ti te sposti lo stesso”

Amo Venezia anche per questo:)

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di ortyz
Video

ray manzarek

Ci sono legami indissolubili con il nostro passato, uno è la musica.

Ne sempre sentita molto, molta l’ho dimenticata, molta l’ho ben accolta

I doors sono uno dei pochi legami indissolubili con il mio passato,

se n’è andato un altro pezzo dei doors ed è ritornata l’onda dei ricordi.

e se ne va un po del mio passato.

di ortyz

Barriere privilegiate

Ancora una settimana e poi parte la nuova edizione della biennale di arti visive: per la vernice la città sarà invasa da esperti d’arte, da amanti dell’arte, d tv e altri media

Poi a Venezia arriveranno molti turisti dell’arte, che sono i benvenuti, piuttosto di turisti che arrivano per far la foto a San Marco e poi ripartire, preferisco questo turismo legato all’arte, alla cultura

E Venezia é pronta ad ospitare questi turisti, anche togliendo le barriere architettoniche: nei due ponti che collegano le corderie ai pontili dei vaporetti son state montate le pedane, quelle in uso per la maratona.

Questo fa onore, alla nostra amministrazione, ma fa incazzare me: vivo in una zona piuttosto estesa, senza ponti, ma non ho un pontile nella riva, un pontile significa poter andare in vaporetto e andare, che ne so, ad un ufficio postale, al parco a sant’elena, cambiare un po’ zona: Vabbe vecchi, ma un po’ di svago, no?

Solo nel mio palazzo, solo nel mio, ci sono 4 persone che si muovono solo con la carrozzina, e le badanti. Ma per accedere al pontile devono far un ponte, e fare un ponte significa farlo a piedi, cosa piuttosto difficile
Perché queste persone devono rimanere confinate nel solito campo, andar al solito negozio?

Ecco perché trovo assurdo tutto il can can per il gabbiotto a San Marco, e le barriere architettoniche, quelle non sono da hashtag o pagine Facebook?

Perché solo i turisti possono andare alla biennale e la Gina no?
Una pedana in più, ne basterebbe una, per tante persone che vedono ogni giorno le stesse così

Venezia dovrebbe essere gentile anche con i propri residenti anziani -e anche non- disabili. Non solo con i turisti

Fine pistolotto ed evviva il gabbiotto

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di ortyz

Lo strano caso del “#gabbiotto “

Lo strano caso del gabbiotto

A Venezia, ogni tanto, si cerca qualcosa su cui chiacchierar:
L’invasione deI turisti, i negozi che chiudono, l’invasione cinese, i negozi di maschere, i vaporetti pieni..
Lamentele che si sentono da anni, ogni giorno, in realtà pure io mi lamento, da vera veneziana che si rispetti
Poi, ovviamente, ci sono polemiche più sensate di altre: no, più sensate forse non è corretto, forse più sentite e combattute.

Una di queste è il passaggio della maxi navi nel bacino di San Marco:
ne va della salute della città e dei residenti, che rischiano, rischiamo per interessi di compagnie navali, della portualitá, dei commercianti e altri del settore a cui fa piacere che Venezia venga invasa ogni fine settimana da almeno 30000 persone oltre ad altrettante, o forse più, che arrivano con altri mezzi, tutti i mezzi consentiti, tolti i muli e cavalli, quelli ormai son passati di moda

Ma la polemica accesa, accesissima, di questi giorni, riguarda un “gabbiotto” che io devo ancora vedere, proprio sotto il campanile di San Marco, da poco spogliato dei ponteggi per gli interminabili restauri

Se non ho capito male è uno stand per informazioni turistiche, un prefabbricato mal arredato, poco elegante e non adeguato alla piazza

Sarebbe anche sensata, la protesta -migliaia di adesioni alla pagina Facebook e hashtag su Twitter, indignazione generale!

Eh, e tutte quelle bancarelle piena di di roba, per lo piu cinese che stanno in piazza? Quelle, già: ah ma danno da vivere a molte famiglie, allora possono convivere con l’arredo urbano della piazza; così come, per molti veneziani, le navi da crociera non disturbano con il loro passaggio in bacino, “tanto anca in aereo pol cascar sora venessia”, ha scritto qualcuno

Ecco, solite polemiche veneziane: quel che porta soldi non disturba, quello che sta buono, fermo, taciturno no, quello disturba

Sarebbe meglio disperder energie e polemiche per problemi ben più importanti, ma a venessia xe ciacoea, xe ciaciara, davanti allo
Spriz o all’ombretta de rosso.

Siamo strani noi veneziani, eh
Lo so, io verrò massacrata per questa cosa scritta di getto, per puro gusto di polemizzare, ma a Venezia siamo così, siamo rimasti talmente in pochi che, anche un gabbiotto ravviva la venezianità

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di ortyz

Donne e donne

Ho riletto la armenni, lei parla di giovani donne, del loro voler esser piacenti, del voler vestire alla moda, del poter esser libere di truccarsi, di divertirsi
E lo fa prendendo spunto dalla requisitoria della boccassini, al processo ruby
La boccassini è savonarola in gonnella, odia le donne e discute sulla morale delle amiche del berlu

Anche io ho avuto 18 anni, mi piaceva andare in discoteca, mi truccavo, non eccessivamente, mi vestivo alla moda -finta frikettona- non avevo la birkin ma andavano di moda le gherardini, le Fendi
E mi piacevano i bei ragazzi, uscivo con bei ragazzi, non mi sognavo manco morta di andare a casa di qualche ricco solo per diventare una dj famosa (giocavo a far la dj alla radio locale, e ne avrei anche potuto approfittare)

No, ho studiato per diplomarmi, ho lavorato dove c’era possibilità di lavorare, sempre truccata, felice, vestita come le altre ragazze
Ma non sarei mai andata a casa di uno come Berlusconi.
Ero ventenne io andava di moda Craxi, che all’inizio pareva il futuro ed, invece, con l’andar del tempo mi piaceva sempre meno

Tutto ciò per dire: ma una come la armenni, non parlo della santanchè, ma della armenni, come puo scambiare ragazze che potrebbero esser nostre figlie con donnine che per un posto in tv vanno a feste, accettano denaro da un uomo così, come il re di arcore?

Mi dispiace, la ritanna vorrebbe scrivere di ragazze che dovrebbero esser libere di esprimersi ma non è così che sono, quelle, le amichette del berlu

Basta cercare una puntata de l’infedele e vedere la differenza tra alcune come noi, quelle che lavorano, si sacrificano, e loro

Scrivo senza invidia, lavoro e guadagno 1500 euro al mese
Ma non mi cambio con ruby, Barbara guerra, la polanco e altre olgettine

Io faccio parte di quelle che son state giovani donne e che sono cresciute avendo stima della dignità, eravamo tante e molte ce ne sono ancora
Donne diverse da quelle che l’armenni difende, diverse da quelle di cui la bocassini accusa la moralità; non riesco a biasimare la boccassini, anche se giudicare la morale, in tribunale, può essere un effetto boomerang, come dimostrano le molte critiche alla requisitoria del pm boccassini

C’è sempre stata la donna bella, appariscente, la star dello spettacolo
Le donne che l’armenni difende sono solo donne che vogliono far la bella vita, senza sapere quant’è bello vivere e brillare di luce propria.

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di ortyz