2012, bai bai

 

questo blog, nato per sbaglio, per caso, per noia, per voglia di lasciare un po di pensieri in libertà, è nato in questo 2012. 

Immagineci sono un sacco di eventi ed immagini che hanno segnato questo anno che domani finirà. un anno difficile, almeno così m’è parso, per tutti.

questa crisi, infinita, che ci sta col fiato sul collo.

le infinite discussioni politiche, con scervellati e dementi in giro per il web e televisioni, che cercano di raccattare i voti di chi non ha idee, di chi non ha voglia di pensare e vuole affidarsi al primo ciarlatano di turno.

il governo monti che tanto ci ha fatto discutere, litigare ma che, volenti o nolenti, non ci ha fatto scivolare nelle disperazioni greche, anche se molti son stati i cambiamenti che hanno colpito i soliti noti, ma pare sia il momento di cambiare, il nuovo ordine mondiale ce lo impone, non siamo piu con i padroni del mondo, ma la situazione s’è capovolta: ecco perchè, temo, il 2013 sarà un anno difficile, di transizione. 

 

ma non volevo scrivere di cose difficili, tristi e litigiose, volevo dar un’immagine a questo 2012, e allora scelgo tra le mie immagini, scelgo il mare, che amo, che non mi delude, che mi ha regalato un maggio emozionante proprio qui, a venezia. vicino a casa: le vele della coppa america sono state una novità piacevole tra tante cose brutte -terremoto compreso- accadute.

e poi il mare sardo, comprato dagli emiri; e il cinema con il nuovo direttore, e il lavoro, con le sue difficoltà, ma sempre amato, per mia fortuna.

insomma, un anno difficile, tanto, ma qualcosa di buono c’è stato, poco, ma c’è stato.

non so cosa spettarmi dal 2013, spero salute e meno ansie da crisi, ecco, semplicemente questo. il resto arriverà, se sarà dispettoso, inopportuno e fastidioso farò, faremo in modo che sia veloce ed indolore, e ci daremo una mano. siano individalisti, noi italiani. ecco perchè difficilmente supereremo la crisi.

(e io che volevo scrivere solo cose belle, manco capisco che ho scritto fino adesso:)

 

auguri, sia un anno felice e senza rotture di palle, va bene?

baci, sorridiamo, la vita un attimo.

 

 

di ortyz

auguri:)

Tempo di auguri, domani vigilia di natale e mi fermo un po’ mentre la sindrome della cuoca si sta impadronendo sempre di più di me

Ma voglio salutare i miei amici per caso, tutti quelli conosciuti qui, in questa piazza virtuale 

Avremo ancora tempo per la musica, il cinema, la televisione, e anche qualche discussione politica

 

Ma l’augurio di natale si, lo lascio qui, per chi vuole prenderlo e metterlo sotto l’abero, senza carta argentata o dorata, un semplice augurio alla banda degli amici che mai avrei incontrato se mai fossi capitata qua, per caso.

 

Auguri, siate felici, dura un attimo la vita, non vale nemmeno la pena far tante piroette per piacere, basta esser quel che si è.

Baci! Buon natale a tutti:-)

di ortyz

solstizio d’inverno

se n’è andata un’altra stagione, è arrivato l’inverno dopo un autunno indeciso.

oggi, per molti pagani,è il vero primo giorno di un nuovo anno: e io oggi mi sento molto pagana.

buon anno, a tutti

di ortyz

asperger, armi e media

La sindrome di asperger l’ho conosciuta attraverso le puntate di Boston legal: jerry un brillante avvocato dello studio ne era affetto, aveva pure organizzato uno strage nello studio, ma venne salvato dal cinico alan e rimase fino alla fine della serie, con le sue stramberie.

Ieri un giovane affetto dalla stessa sindrome ha ucciso sua madre e poi 20 bambini e altri 6 adulti.

Non mi riesce di odiare lui, penso a quanto deve aver sofferto nella sua vita, alla madre che lo avrà super protetto e pure portato a caccia: ecco, lei e le sue armi.

Perché si possono avere così tante armi? Averle facilmente, come si può comprar scarpe, borsette, cosmetici

Il diritto di difesa, sancito dal secondo emendamento fa più più vittime del diritto di difesa stesso

E quei fanciulli, in attesa di Santa Claus e di un futuro felice, di una vita felice

Quel giovane omicida, vittima anche lui di un sistema malato, di un’america ricattata da venditori di armi e da facili giudizi su giovani ragazzi vittime di malattie che non perdonano

Un pensiero per tutti, per chi non c’è più e per chi é rimasto, per chi dovrà scegliere se un’america può comprare una pistola come io compro un telefonino o se l’altra America può respirare senza timore quando le armi saranno giocattoli proibiti e adatti solo ad un uso corretto, ‘che mai corretto sarà…

E poi spendo due o piu righe su un tweet letto stamattina: un giornalista locale che ironizza sull’uso distorto dei media in America

Mi risponde così: @c… “@o…. beh hanno preso il profilo fb di un omonimo del carnefice indicandolo come il responsabile, hanno intervistato bimbi di 7 anni

Ah! Qua invece l’amichetto di santoro ha messo, in vari tweet: nome, cognome e pure la foto della casa del presunto colpevole, rivelatosi poi innocente, della strage alla scuola di Brindisi

I bambini intervistati? Qua per una settimana intera abbiano dovuto vedere un bambino trascinato via da polizia -e non ce l’ho con la polizia ora, ma con zia che ha girato il video e programmi che hanno campato per giorni con quel video- e telefonate di una bambina che chiedeva alla mamma di andarla a prendere a casa del papà che l’aveva in affidamento

non ce l’ho col giornalista in questione, ma non è vergognoso? Ma è la stampa, bellezze.

Giorno triste per il mondo, oggi

di ortyz

promemoria per renzi

Una generazione può essere giudicata dallo stesso giudizio che essa dà della generazione precedente, un periodo storico dal suo stesso modo di considerare il periodo da cui è stato preceduto. Una generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze e il significato necessario, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza. E’ il solito rapporto tra il grande uomo e il cameriere. Fare il deserto per emergere e distinguersi. Una generazione vitale e forte, che si propone di lavorare e di affermarsi, tende invece a sopravvalutare la generazione precedente perché la propria energia le dà la sicurezza che andrà anche più oltre; semplicemente vegetare è già superamento di ciò che è dipinto come morto.
Si rimprovera al passato di non aver compiuto il compito del presente: come sarebbe più comodo se i genitori avessero già fatto il lavoro dei figli. Nella svalutazione del passato è implicita una giustificazione della nullità del presente: chissà cosa avremmo fatto noi se i nostri genitori avessero fatto questo e quest’altro…, ma essi non l’hanno fatto e quindi noi non abbiamo fatto nulla di più. Una soffitta su un pian terreno è meno soffitta di quella sul decimo o trentesimo piano? Una generazione che sa far solo soffitte si lamenta che i predecessori non abbiano già costruito palazzi di dieci o trenta piani. Dite di esser capaci di costruire cattedrali ma non siete capaci che di costruire soffitte.

Antonio Gramsci (Quaderno 8, § 17)

di ortyz