Venezia69, nonsolocine, terzo giorno

È arrivata poppea, ha interrotto l’ondata di caldo che da giugno ha cambiato sette/otto nomignoli

Ma il maltempo, poco maldestro direi, non ha interrotto la Kermesse cinematografica del lido
Oggi ho sfidato vento e nuvole e ho visto due film che mi hanno riconciliata con il cinema dopo quel film francese che ieri sera mi aveva davvero irritata
Di un film ne ho scritto appena terminata la visione, una dolce e allo stesso tempo dolorosa storia di donne in un paese che nega loro quel che per le altre donne del resto del
Mondo è quotidianità
Un po’ mi ha deluso il poco interesse della stampa per questo film, forse non era interessante, forse erano altre le distrazioni, ma tant’è, nessuno ne parla, peccato

Poi il film dell’abbonamento, at any price. Era molto atteso un certo zac, idolo delle teenagers, io non avevo mai sentito nominare ne lui nè i film interpretati, ma in questo
Film in concorso non mi pare brilli di grandi qualità recitative, ed è pure poco bello, queste giovani fanciulle hanno gusti discutibili:)

Il film racconta di una famiglia di agricoltori dell’Iowa, stato americano che a noi dice nulla ma che diventa centro dell’attenzione politica nelle
Primarie e nelle elezioni di medio
Termine: un indicatore per i futuri presidenti degli usa
La storia c’è, magnifico denis quaid, perfetto nel ruolo di padre di figli che non ne vogliono sapere di proseguire l’attività avviata dal nonno
Poi la storia prende una piega che qua non si racconta perché i film si vanno a vedere:)
Non è da leone d’oro, il film, ha delle
Pecche, ma quaid è proprio bravo..

Solita mondanità, soliti vip noti che, annoiati, cercano di evitare la fila per entrare in sala grande, pagassero il
Biglietto, almeno! Ma Mario
Monti lo sa che questa gente, ricca, non paga? Così, eh, tanto per dare un taglio polemico alla cronaca quotidiana..:)

Ma è stata una bella giornata di cinema, con tanto di regalo dinale: tornando a casa, mente decidevamo il programma per domani, la luna alla fine spuntó, da una nuvola.
Una luna che illumina la città, un riflettore in più sul cinema del lido
E buonanotte:)

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di ortyz

Wadjda venezia69, solocine

Se fosse stato girato in Italia o in un qualsiasi paese occidentale, Wadjda, sarebbe un film mediocre, un teen movie, con ragazze e ragazzi alle prese con le loro paturnie adolescenziali
Ma la grandezza di questo film sta nell’essere un film girato da una donna che non é una qualsiasi donna, ma la prima donna saudita ad aver girato un film.
Com’è difficile essere donna nel mondo occidentale, complicato, nonostante le nostre libertà
Ma è difficile vivere in un mondo maschile, in un mondo dove tutto viene vietato a noi donne, anche il toccare il Corano durante il ciclo
Sappiamo già di queste difficoltà, vero, rimaniamo peró inermi di fronte a queste ingiustizie, a negazioni a bambine che vogliono scoprire il mondo, a donne messe in disparte per altre donne che sanno bene cosa significhino quelle scelte dei loro uomini
E non mi accontento se una santachirurgica esaltata finge di interessarsi alle dignità delle donne mussulmane, ci ha pensato questa giovane regista, con un film semplice, tanto semplice da poter esser considerato un evento nella storia del cinema
La giovane protagonista, al termine del film, commossa o forse impaurita dall’ovazione della sala grande ha pianto e s’è fatta portare fuori dalla galleria
Anche questo fa capire quanto sia difficile la vita in un mondo di uomini

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di ortyz

venezia69, nonsolocine, secondo giorno.

sono partita con il sole e, dopo tre film, son rientrata a casa con la pioggia, peccato, sarebbe serata di luna piena, persa!

oggi primo vero giorno di festival, avevo deciso già da tempo di vedere il film “gli equilibristi”, di ivano de matteo, e così son entrata a vedere un film sulle difficoltà delle famiglie ad arrivare a fine mese, un film sui nuovi poveri.
ma non era un film solo sui nuovi poveri, era un film sulle difficoltà delle separazioni, di come molti padri diventino poveri per poter mantenere la famiglia non più famiglia:
è un fonomeno sociale in forte crescita, credo sia giusto tutelare i figli, le mogli, ma devono essere tutelati pure i padri, anche se in questo caso l’origine della separazione era una scappatella di lui.
mastandrea mi piace, è bravo, piace il suo modo quasi trascinato, il film è un po scontato, troppo ridonante di sentimenti ma dipinge a puntino questo nuovo problema sociale, le code alla mensa dei poveri da parte di padri separati non è una balla sta diventando realtà quotidiana e, ripeto, non è giusto.
uscita dalla sala grande, non ho nemmeno rincorso gli attori come di solito faccio, ho preso un biglietto per il film russo, in concorso, che non mi è dispiaciuto affatto, un sentimental thriller dalla russia del nuovo corso; ricordo i film russi rurali, questo sembrava un film del nord europa, molto lusso, molto belli loro, un po lento, ma è scivolato via, e non mi sono pentita dell’ennesima spesa alla biglietteria:)
non parlo di superstar, il film in abbonamento, non mi è piaciuto: il tema era tosto, la celebrità all’improvviso, ma il film non aveva né capo, né coda. brutto, non amo i francesi, questa forse rende dificile il vedere film oltralpe, successivamente ho scoperto che il protagonista è uno famoso, ma sentito il titolo del suo film più conosciuto, benvenuti al nord, ho capito perchè amo il cinema americano
(e se conosco michael mann, potrei pensare che non gli sia piaciuto, lui avrebbe fatto un capolavoro con un incipt simile)
domani è previsto bruttissimo tempo, so che il film della prima serata in sala grande è stato fischiato, ma sfiderò gli eventi atmosferici e andrò a vedere l’America di campagna.
e con il brivido di ben due, dico due, red carpet -tocca farli, non c’è via di fuga- saluto la prima giornata, tutto molto sobrio, niente più soste in attesa dei divi, se non al di la delle transenne, ma forse è meglio così, si respira più aria di cinema che aria di mondanità forzata.
e a domani:)
e adesso mi leggo i litigi di selvaggia lucarelli:-)

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di ortyz

venezia69, nonsolocine. apertura.

nota di apertura:
e oggi è iniziata la mostra del cinema, son stata al lido, appena scesa dal bus mi son trovata davanti un gruppo di giovanotti bellissimi, alti, abbronzati, fisici aitanti: erano carabinieri in tute antisommossa, a cerimonia che si rispetti c’è pure la dimostrazione che si fa valere. le maestranze protestavano contro la chiusura di cinecittà decisa per crisi, per scarsa produttività, ora si spende molto meno nei paese dell’est e allora via tutti la, pure da hollywood, conta il denaro, e a roma si trovano in braghe di tela
manifestazione pacifica, non se li filava nessuno, il resto della popolazione era davanti al palazzo del cinema,
la parola d’ordine è: esserci.
in realtà sarebbero due, le parole d’ordine, l’altra è: sobrietà.
e dopo anni di regno muller, che in tanti abbiamo idolatrato, chissà perché poi, forse quel suo cinese ostentato così, o quella sua passione per i film dal far est, è iniziata oggi la mostra del cinema targata barbera.
oggi, muller, non se lo ricordava già più nessuno, quei petali sulla facciata del palazzo del cinema davano un’aria di freschezza e pulizia, quel red carpet nel foyer ampliato sapeva di regale ma pure di democratico.
oggi ho partecipato alla cerimonia di apertura solo da spettatrice esterna, non ho inviti, non ho conoscenze così importanti e quindi fuori, come tutto il popolo, ad ammirare vip , più o meno famosi, sfilare nei loro abiti più o meno eleganti.
avrei avuto piacere di veder il film su fondamentalismo, ma tocca aspettare il cinema, andare al palabiennale manco morta, quello è peggio di una sala di tortura, se devo pagare pago per avere comodità e non una sedia di plastica scomoda.
gli invitati erano quelli di sempre, ho avuto un simil attacco di panico quando è passata la coppia santachirurhìgica e sallusti, lui bassino, lei una bambola di plastica, entrambi con l’espressione, in volto , di chi ha appena mangiato una ciotola di escrementi di bue, brutta lei, tanto. ma tanto.
poi i soliti nobili decaduti, i giornalisti di sempre, e il bel ministro clini, sorridente rincorso dalle sue amiche che lo abbracciavano
e tutto in grande sobrietà, barbera pare non sia nemmeno apparso in sala, come un padrone di casa attento, come un regista ha seguito tutto dietro le quinte.
e io osservavo tutto dal di fuori, domani tocca pure a me, due film, per il momento, anche se sarei tentata da un francese tanghero alla mattina.
la festa è iniziata, io non ho ancora messo l’abito bello, spero siano 9 giorni di bel cinema.
quei giovanotti che mi hanno accolta appena scesa dal bus mi hanno dato una buona impressione, tutti gentili, tutti sorridenti, tutto pare nuovo, pure la mezza buca rattoppata, la voragine rimasta è meno disgustosa degli anni scorsi.
deve esser il nuovo che è arrivato, vento di cambiamento. spero di non sbagliarmi.

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di ortyz

Venezia 69, la notte prima

Ed è passato un altro anno, è tornato il tempo del cinema, fine agosto il rito si compie: il cinema sbarca al lido di Venezia, si accendono i riflettori, gli addetti ai lavori sono arrivati, tutto è pronto per la 69 esima mostra del cinema
Io sono una spettatrice, anni fa cercavo biglietti omaggio, c’era sempre qualcuno che arrivava con un pacco di omaggi e allora riuscivo ad infilarmi in sala grande e vedere belli e brutti film, senza pagare, tanto non pagavano pure quelli a cui li chiedevo
Poi mi pareva di far elemosina -non mi pareva, era, elemosina, e visto che ancora un lavoro ce l’ho da un po’ di anni faccio l’abbonata in sala grande, e così non chiedo favori ad alcuno: mejo paroni de na sessoea che servitori de na nave, recita un vecchio adagio veneziano:)
E allora ecco qua, da giovedì cinema, (domani solo inviti) e la prima mostra dopo l’era Müller, la prima con mezza buca della vergogna rattoppata, almeno un po’ di stands davanti l casino, e non più quel cantiere senza fine, e senza senso, a turbare il red carpet di famosi e non famosi
Bastava poco, per sistemare il vecchio e glorioso palazzo del cinema, ed invece è stato sprecato denaro pubblico per fare una cosa che non si poteva fare, è stata sterminata una bella pineta di un bel piazzale davanti al mare, in uno dei lungomare più belli del mondo, lungomare che si spegne al calar del
Sole, l’unico al mondo dove non c’è folla e si può ammirare il levar della luna senza rumori di bar, happy hour
E domani si ricomincia con un po’ di mondanità, che mi piace perché rispetta questa silente vita notturna del lido, peccato per quella buca che ancora resiste, ma ha le ore contate, mi sa
Ci saranno film interessanti, a questa mostra, magari racconterò, a modo mio il cinema, da non adetta ai lavori, ma da spettatrice che paga per veder film in anteprima con un po’ di lustrini e poche pailettes
L’importante sono le immagini in movimento, l’importante è l’arte del cinema:-)

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di ortyz

neil, la luna e.

pare impossibile, ma accadono cose che mi riportano indietro nel tempo, non è un’operazione nostalgia, non soffro di sindromi nostalgiche, ma accadono cose che, irrimediabilmente, mi riportano al mio passato.

è morto neil armstrong, l’uomo che per primo ha posato il piede sulla luna

notti a guardare la luna e sentire i pink floyd, dallo stereo, a volume basso, per non disturbare i vicini.
la loro era la musica che più si adattava a guardare il cielo, che allora era più visibile, c’era meno inquinamento luminoso, e non solo luminoso.

pareva impossibile che si potesse volare nello spazio, oltre le atmosfere, oltre qualsiasi cosa conosciuta, ma abbiamo vissuto lo sbarco sulla luna, abbiamo sognato in tanti, molti non ci hanno creduto. ma chi se ne frega, si sono persi l’avventura nello spazio, nell’infinito, tra i giganti che, con il loro moto lento e silenzioso, ci scrutano custodendo i loro segreti nascondendo. così, l’origine della vita, dell’universo.

deve essere bellissimo vedere la terra da la, dall’altra parte, dove c’è silenzio.
ma è anche bello sognare, è affascinante questo non sapere e non sapere, l’intuire, l’immaginare.
lo spazio e il silenzio e, forse, qualche eco…

e ciao neil che ha fatto sognare molti di noi posando l’anfibio sul suolo lunare.

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di ortyz

Lega, la festa è finita

La lega s’è slegata.
dopo anni di insulti alla nazione Italia, a una parte di cittadini e parti politiche, la lega, partito nato per contrastare le corruzioni e ciò che rappresentava Roma come centro del potere, ha fatto flop.
Il vertice s’è spezzato, presi con le mani nel sacco, a fare le stesse cose che loro stessi contestavano
La base ancora crede nel dio Bossi, maroni non è simpatico a molti ma il capo, ora, è lui; e ha deciso che la festa veneziana dei popoli padani non ci sarà più.
Ci sono andata, parecchie volte a sentire gli sproloqui da quel palco che s’affacciava in riva sette martiri
A sentire i commenti della base leghista, che l’unica cosa che riusciva a fare era gridare: bossi-Bossi-Bossi
Vergognose le bugie da quel palco, vergognoso sentire borghezio con i suoi insulti a chi ha meno libertà di noi
E poi c’era il siparietto con la mia amica Lucia -che saluto:) la bandiera, la bandiera dava fastidio, a loro non dava fastidio il loro alleato di arcore, no. Non dava fastidio vedere un paese voltare nel ridicolo per una politica senza alcun scopo se non interessi del padrone, no, dava fastidio la bandiera
Sentire discorsi miserabili da quel palco mi Procurava sdegno e rabbia.
La base applaudiva, brava gente, sicuramente grandi lavoratori, ma poco portati a buone scelte politiche
E ora non ci saranno più, a settembre
Ed è bella l’iniziativa di voler organizzare una festa proprio li, nello stesso periodo, ma non per odio contro il Partito di Bossi, ma per dimostrare all’Italia ed al mondo intero che Venezia non è legata ad alcuna follia politica, è una città libera,cosmopolita, che ha sempre accolto chiunque fosse in grado di scambiare cultura e anche, perché no, economie.
Ora Venezia sta fallendo, sta cedendo troppo ad interessi miliardari
Ma noi siamo cittadini semplici, che vogliono accogliere nella propria città chi ne ha rispetto e amore
Ecco perché non mi piaceva la festa dei popoli padani: borghezio e gli altri non avevano rispetto della
Città che li ospitava
E ora c’e bisogno di un nuovo respiro: di tolleranza, di allegria, musica e rispetto.
E meno turismo di massa, ma questo è un altro tema, ci sará da lavorare pure su quello.

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di ortyz

Tony scott, top gun

C’era top gun, ieri sera in tv, programmato per ricordare il regista, Tony scott, morto due giorni fa
Non è mai stato uno dei miei film, piaceva a tante amiche, piaceva a tante, in realtà.
Quando uscì non ero proprio adolescente, avevo già passato la ventina da 5 anni, Tom cruise non era esattamente il mio attore preferito, mi piacevano tanto -tra gli emergenti del periodo- Rob lowe, matt dillon, i teppisti, ecco:) ed il periodo dei poster in cameretta era finito, visto che la cameretta era diventata una camera da adulta.
Ma riconosco a top gun l’esser un film che ha fatto storia, che ha fatto innamorare, che ha consacrato un attore che non aveva queste grandi qualità se non la bellezza (e poca altezza)
E mi è piaciuto, ieri sera, leggere tutta la serie di tweet e stati in facebook che han fatto risvegliare, alle adolescenti dell’86, ricordi di un’adolescenza che sembra sempre la migliore di tutte le altre.
È sempre bello quando qualcosa o qualcuno ci riporta indietro nel tempo, di solito è una canzone, o un film, e top gun – film con gran bella musica- è per molte, uno di questi ricordi
spero che tony scott abbia girato quel film essendo anche consapevole di aver fatto sognare tante ragazzine e non solo fatto arruolare tanti aviatori
(‘che, ad esser sincera, a me di quel film piaceva vedere i caccia in volo, un giro un una diavoleria del genere vale più di una stretta di mano di Tom cruise:-)

E ciao a Tony scott che ha scelto di lasciare la vita in un modo così triste, spero non abbia sofferto.

Potrebbe essere uno spunto per i film
Della nostra vita, questo post…

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di ortyz

Su blade runner

Il film culto, che tutti amano e che ho tentato di vedere varie volte, con scarso successo, in questi ultimi 30 anni
Un anno fa mi son messa d’impegno e ne è uscita questa nota, che dedico all’amica cinematografica Erika:)
Ecco, scritta di corsa, come tutte le cose che scrivo.
Non scrivo, io. Imbratto:)

Blade runner:

ho resistito, l’ho visto tutto: ho visto il film che ho sempre abbandonato per pura noia.

il piattume c’è, è un film senza emozioni, non se ne provano o almeno io non ho avuto sussulti.

ma la storia c’è, con temi importanti come la schiavitù, l’amore per il diverso ma soprattuto la vita

e la morte.

avviene tutto nel futuro, oramai prossimo, con richiami ai polizieschi degli anni 40, con rachel, la replicante innamorata, che veste come joan crawford e ama il detective -harrison- che ricalca i personaggi di bogart.

molti riferimenti a civiltà del passato, si cita pure l’amato cartesio: replicanti si ammutinano, cercano la vita eterna, si ribellano al loro status di schiavi del fututo. ma la storia è nota ed è inutile che stia qui a raccontarla

uno dei film culto della storia del cinema; la scena dei bastioni di orione e delle porte di tannauser deve aver affascinato la mia generazione, i ventenni degli anni ottanta, figli di goldrake e capitan harlock e ne ha fatto il film che molti amano incondizionatamente.

vero che non è un brutto film, ma resto dell’opinione che sia noioso, non c’è respiro, o forse io non amo i film di fantascienza: blade runner

ah, nei titoli d’inizio c’è una frase che deve aver ispirato obama e la unit che ha fatto secco osama:

this was not an execution, it was called retirement

(scelgo l’immagine di un bacio, un po’ di calore in questo film freddo e cupo)

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di ortyz

la lista: la musica della nostra vita

la musica, la musica è parte fondamentale della mia vita, ne ho sentito tanta e spero di continuare a sentirne sempre.

e non sempre riesco a risentire le musiche del mio passato, ci sono cose che sentivo ripetutamente e che mi piacevano: oggi molte di queste non le sentirei nemmeno morta, quasi tutta la musica degli anni ottanta, ad esempio: i toto, i supertramp, che noia sentirli adesso!

no, decisamente meglio la ricerca di nuovi suoni, di cose nuove.

ma ci sono cose del mio passato che non mollerei mai, i dichi da portare sempre in qualsiasi posto, insomma le musiche che porto e conservo gelosamente nel mio iphone, ‘che l’pod oramai è solo di riserva:)

ce ne sono un po, qua..in questa lista

lista, provvisoria, solo in aggiunta:)

Miles davies: kind of blue

joni mitchell: the hissing of summer lawns

New age music: bora bora

Bruce springsteen and e street band live 75/85

Sting: nothing but the Sun

Ali: soundtrack (entrambi i cd)

Pink floyd: dark side of the moon

Harbie hancock: standards

Donald fagen: the nightfly

Anouar brahem: the astounding…

Fatboyslim: halfway between..

Shostacovich: le sinfonie, cofanetto

Kip hanrahan: oneandthousand nights

Photek: solaris

e new entry, dall’anno scorso: the last resort, trentemoller

buona musica, a tutti

e voi? quali sono i dischi ai quali non rinuncereste mai?

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Ho scelto la copertina del disco di Fagen perché rappresenta la musica nella sua divulgazione mediata: il piatto che gira e il dj alla radio.

di ortyz