Back home

Ritornando a casa, con la solita malinconia che mi prende quando salgo sull’aereo per Venezia
So che torneró, so che vado a casa, nella mia bellissima Venezia, ma ho la sindrome dell’home sick, che mi assale solo quando torno da qua e non quando torno da qualche altro viaggio (pochi, ultimamente, i viaggi..ma sempre stato così)
Ho conosciuto un personaggio singolare l’altra sera, un musicista, un amante della Sardegna, uno di quelli che hanno avuto il coraggio di mollare tutto e andar a vivere in quella terra così selvaggia ma allo stesso tempo così ospitale e avvolgente

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E credo si scateni una sorta di rito, tra noi affetti di sarditudine, questo condividere aspetti di qualcosa che, davvero, prende l’anima
E non è banale, è anche solo un rumore del vento che non è lo stesso che si sente in altri posti del mondo, è qualcosa che, già ho scritto, pare arrivi da lontano nel tempo, come se riportasse con se la storia millenaria di uomini e donne che, assieme alla natura, hanno creato questa bellezza , che non è l’unica bellezza, ovvio, ma ha qualcosa di particolare
Ecco, io son contenta quando incontro affetti di sarditudine 🙂
Ne ho conosciuti nel corso di questi anni di scorribande sarde, son come me: si fermano a vedere la roccia, si fermano a sentire il rumore del mare e veder un tramonto arrivando in ritardo alle cene, rinunciando alla doccia dopo la Spiaggia per non perdere attimi così
Capita pure di deviare la
Strada per tornata casa (bei tempi, quando potevo guidare senza il
Patentino) per andare a vedere i graniti illuminati dalla luna piena, prendere un respiro profondo e sentire l’energia della vita.
E dire che in albergo c’era gente che ritrovo ogni anno, ma quel loro essere così ripetitivi nei gesti, quei loro riti compiuti quasi meccanicamente, il rinunciare a qualcosa perché l’ora è quella del pranzo o della cena non li faceva esser affetti da sarditudine
E sará sicuramente una mia impressione e, comunque, non siamo tutti uguali, certo che si:)

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Con ciò chiudo il diario sardo, scrivo dall’aereo, in modalità volo, certo:)
Lo so, ho pure scassato un po’ con questa Sardegna, ma aiuta, scrivere, aiuta ad amplificare le emozioni e a salutare Umba, il sardo dentro conosciuto ieri:)
dice la hostess che atterreremo tra circa 20 minuti, pure volare è bello, fossi ricca e avessi anche solo tempo girerei il mondo, ma ora l’incantesimo sta per finire, la carrozza è tornata zucca, io torno a fare la sguattera, peró le mie scarpine con i cristalli restano, per il prossimo incantesimo
🙂

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di ortyz

Arrivederci Sardegna, ciao

Quest’anno m’è mancato il giro in barca, l’anno scorso è stato bello il giro all’arcipelago maddalenino nonostante i compagni di viaggio, tedeschi davvero maleducati
Ma anche senza giro a vela il weekend è stato rilassante, giornate bellissime, un sacco di bagni, di sole e di ricordi di vecchie vacanze sarde
Non c’è niente da fare: è peggio del mal d’africa, una volta sbarcati qua questa terra, questo mare entrano dentro e non lasciano più il cuore
C’è davvero qualcosa di magico in questa terra, è l’odore, è quel vento che rompe un silenzio che pare duri da millenni
E le rocce millenarie, scolpite da vento e salsedine, forme che cambiano a seconda da come pensi vedono, una forma d’arte naturale che lascia mozzafiato
Vero che la costa smeralda non sarà la vera Sardegna ma è sempre Sardegna.
Forse é la percentuale di vip, in costate pellegrinaggio, che fanno di questo posto un posto finto, ma la bellezza c’è, eccome. La natura della Gallura è incomparabile, come il reato dell’isola
Sono innamorata di questa isola, da quando vidi quel film, un film di serie b, non ne ricordo nemmeno il titolo, ma era una storia d’amore tra una ricca ed un bandito, figo, ovvio. E sono cose che segnano una adolescente, mi rimase la curiosità per i paesaggi così diversi da quelli che vedevo nei film, lieta di non essermi innamorata di banditi ma lieta si aver ritrovato -la prima volta che venni qua- la Sardegna che avevo sognato dopo aver visto quel film
Come un mistero, come un amore corrisposto, io e questa isola e questo mare
Che domani saluterò, spero con il solito arrivederci
Arrivederci amore, ciao

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di ortyz

Postazione mare

Non funziona il 3G e io avrei voluto scriver qualcosa dalla postazione spiaggia, tra un bagno e l’altro (frequenza:10 minuti:)
È impossibile resistere al richiamo dell’acqua, troppo invitante
Oggi La spiaggia è piena di gente, d’altro canto è sabato. E sono circondata da spie della merkel, e dire che avrei voluto vedere, che ne so, Corrado passera oppure Fabrizio barca, no: pieno di teteschi prolifici: un sacco di bambini, piccole merkel e piccoli khol crescono:) attrezzati con costumi anti annegamento, comoda l’idea, brutto vedere bambini vestiti come kamikaze mussulmani, ma tant’è, l’efficienza tedesca è sempre in prima linea…!
A me viene in mente di scrivere qualcosa quando sono lontana dal phone e poi me ne dimentico
Star qua mi ha sempre ispirato, ho sempre scritto tanto durante le
Vacanza sarde, pagine intere, anche di stupidaggini, ma sempre molto ispirate e molto poetiche:)

Peró ricordo che ieri sera avevo iniziato a scrivere del cibo, della buona ristorazione di questo posto: c’é un cuoco che, pur non essendo un frequentatore di fornelli televisivi, cucina da dio
È importante il cibo, nella vacanza, i sapori e i gusti dei luoghi, la cultura culinaria che va preservata con amore, basta con queste invadenze straniere, e non parlo solo dei macdonald, ovvio
Adesso arriva la barca, spero si porti via tutta questa marmaglia tedesca e che la spiaggia si liberi un po’
Manca un giorno al rientro e ci sono ancora tanti bagni da fare, tante cose fa fotografare e tante cazzate da scrivere
(e funzionasse ‘sto cazzone di 3G così almeno metto questa nota sul blog:)
June 23, 2012

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di ortyz

La cena

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Prima di dormire potrei scrivere del mio approccio con la ristorazione di questo posto, ma è tardi, volevo solo provare l’app sull’ipad, giusto per curiosità 🙂
Domani, dalla postazione in spiaggia, racconterò di un uomo speciale
Per ora: notte:-)

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di ortyz
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Diario sardo

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Eccomi qua, in Sardegna, in questo albergo esclusivo, tra ricchi e regnanti, me ne frega na cippa se son povera, si vede e me ne frego:)
Mi ha accolta una giornata bellissima, calda e ventilata, quella che io, quando capitano -raramente-, a Venezia, chiamo “la vera giornata sarda”
Fatto il bagno senza pensarci un nano secondo, acqua gelida, ma chi se ne frega? Da un anno aspettavo di rituffarmi in quest’acqua così bella, limpida, fresca. Capita quasi mai che a Venezia ci sia un mare così, di solito c’è un vero brodo:(

E svegliarsi in questa isola, con l’aria salmastra, il sole e il luccichio del mare tra il blu e lo smeraldo: sempre emozionante.
Oggi ho un preciso ricordo di un’estate intera passata in questi luoghi, forse nel più bello e selvaggio: alla Maddalena
E di quando mi svegliavo al mattino, in quella bella mansarda, colazione, poi via in motorino a far giri,a salutare gli amici,prima di arrivare a tegge, una scogliera che sembra un paradiso, una creazione del vento e del mare, dove il granito regna silenzioso e maestoso immerso in un mare blu cobalto: mozzafiato
Giorni interi passati li, a fare bagni, stare sotto il sole e chiacchierare, anche con sconosciuti
Poi m’è toccato trovarmi un lavoro perche di tornare a venezia non ne avevo voglia, e ho avuto così l’occasione di conoscere persone stupende con cui condividere l’amore per il luogo e, poi, anche una sincera amicizia

Tornare dopo due mesi di risvegli in quel sole, quel mare, in quel posto così bello e selvaggio è stato quasi uno shock, e dire che non vivo proprio in un brutto posto
Ma è la magia della Sardegna, di questa isola così piena di storia, di cultura, di fierezza.
Dicono che sia finto, il posto dove sto ora: vero si celebra quest’anno il 50esimo della sua creazione. Ma le
Strutture, almeno questa, sono in piena armonia con il paesaggio, non trovo distorsioni, stonature, sbavature
Ah, che bello questo posto
Che bello questo mare, io torno a fare l’ennesimo bagno:-)

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di ortyz

roba da donne, e che donne:)

un caldo sabato di giugno, l’ultimo di questa primavera, e gli antibiotici mi hanno costretta a stare a casa, a dire la verità son ancora un  po rimbambita dalla febbre dei giorni scorsi, quindi, il luogo sicuro oggi era : casa.

e io mi distraggo con la tv, vero, ma pure tanto con il web: su facebook c’era una bellissima recensione di carlo massarini sul concerto dell’amato boss. ma mi son persa a leggere sempre lui, carlo, commentare un link di gad lerner su una probabile candidatura a un posto da big, in rai, di una tizia che ha pubblicato un video: il corpo delle donne, mercificazione della donna in tv e sia a  lerner che a carlo piaceva l’idea di questa donna in rai, io manco so chi sia, a dire la verità, leggo tante cose, molte mi sfuggono sicché ho cercato il video e ho trovato qualcosa che assomigliava un po a videocracy, ma tutto incentrato solo donne e uso del corpo femminile in tv.

ma non finisce qui: qualcuno, nel posto di carlo,  pubblica un altro link, con un litigio tra due giornaliste, pro e contro questa donna, ah sì, lorella zanardo, la candidata rai, si chiama: leggo il litigio e direi che si tratta di  una querelle inutile, non inutile, un po antica, dal sapore anni settanta, mancava erica jong ed eravamo fritte!

nasce tutto da  battibecco su twitter e si scatena l’inferno: chi tromba, chi non tromba, i burqua, le femministe. mancavano la santanchirurgica e la selvaggia lucarelli citate e la frittata era bella e servita.

io non credo che la zanardo sia una talebana, non credo che se entrasse nel cda della rai saremmo costretti a vedere solo padre ralph e la messa di lourdes. a me il filmato sembrava uno specchio  di una certa parte di donne italiane, quelle  che spendono le notti ad arcore, che trombano senza farsi problemi se essere femministe o meno.

ma la questione tra le giornaliste si fa morale, sulla moralità dell’esser femminista. c’è la femminista felice e quella non felice, pare. e tutto si basa sul far sesso, ovvio. ma non è triste una cosa del genere? ma chi se ne frega se una tromba, felice e non felice.

la questione dovrebbe esser il rispetto della donna, sull’uso del corpo della donna: ma se una vuole mostrarsi perché vietarlo, ma è  giusto farlo evidenziare, perchè è triste che si arrivi ad ottenere qualcosa per esibizione,  un sistema così porta via valore al ruolo femminile: far la consigliera regionale -un esempio preso a caso- perché si tromba col capo non è giusto, dare il valore giusto alle cose: la prostituta si porti a letto chi vuole, una consigliera regionale sia eletta per meriti, non perché amica del lov ov mai laif.

mi intristisce tutto ciò, son sorella di due fratelli, ho sempre guardato in cagnesco le donne che volevano fare le squinzie, ma non ho mai avuto un buon rapporto con le femministe d’assalto. a me piacciono le donne genuine, quelle che non fanno fatica a far capire chi sono, quelle che trattano gli uomini e le donne come persone, non perché uomini o donne. 

non so perchè, ma pure a me non dispiacerebbe questa zanando alla rai. 

(l’argomento or ora trattato è sotto effetto di farmaci da una settimana, mi assumo la responsabilità di ciò che ho scritto, ma prendetevela con la roche e la angelini:)

di ortyz

in un pomeriggio di, quasi, estate

C’è un’etá in cui si crede di sapere tutto ed invece si capisce poco o niente
L’etá, spesso, è indefinita, varia. Ma la gran parte delle sciocchezze si fanno nell’adolescenza, la fase della vita che, credo, sia per la maggioranza di noi il periodo in cui si scopre quasi tutto
L’innamoramento: chi non ha sofferto per amore tra i 13 e 18 anni?
E di chi ci si innamora a quell’età? E qua parlo per noi giovanotte:)
Del figo della scuola, o del Quartiere, quello che se gli passi davanti 900 volte, 900 volte non ti vede, non sa che sei e nemmeno ci tiene a saperlo
Poi passa il tempo della cotta, pian piano, si incontrano altri ragazzi, ci si rende conto che il bello ed impossibile si definisce cosi perche proprio impossibile…
Poi gli anni passano, si matura (non sempre succede a tutte, eh;) si fanno scelte importanti e si rivede ogni tanto quel bel tipo, che faceva battere il cuore a tutte
Poi il tempo passa ancora, si diventa donne adulte e nel frattempo si incontrano uomini, piu o meno interessanti, e i gusti dell’adolescenza si affievoliscono, svaniscono , un po come accade per quelle merendine che -da grandi- non si mangerebbero manco morte e da bambine si sarebbe ucciso pur di mangiarne una
E accade, come per magia, che si incontri spesso, per lavoro, per caso, per coincidenza, quel tipo -che on genere poi diventa pure piu di uno- che faceva fare tumpatapum al cuore: come una tabula rasa, nessuna emozione, passasse paperino, forse, si sentirebbe un ohhhhhhh…..
Ecco: l’esperienza insegna, quando è troppo tardi, ovvio, che non si dovrebbe perdere tempo a sognare cio che non di puo avere, tanto poi, resta solo un sogno che svanisce in età adulta

Bon, fine:-)

Dedicato a chi ha sognato il principe azzurro, l’esperienza piu figa dell’afolescenza;)

di ortyz