vogalonga, moto ondoso e soliti inganni

il giorno della vogalonga arriva ad una settimana esatta dal termine delle gare veneziane per le semifinali dell’amerca’s cup.

il trionfo della vela e del remo a venezia, città torturata, da anni, dal moto ondoso e da inciviltà di ogni genere.

da cittadini residenti, non tutti , lo so,  vorremmo ringraziare la nostra attuale amministrazione, risvegliare la voglia di mare attraverso la vela ed il remo è stata una grande iniziativa. mi fa piacere che il nostro sindaco abbia voluto, con tutte le sue forze, i campioni della vela a venezia.

fa piacere, anche, che continui questa tradizionale regata di fine maggio: la vogalonga è nata circa trent’anni fa, per volere di veneziani desiderosi di vedere venezia non più tormentata dal moto ondoso; la regata continua, non ci sono più veneziani, è divenuta un’attrazione turistica, molto amata dei tedeschi, soprattutto, visto che coincide con il loro ponte lungo di pentecoste ( e non voglio nemmeno pensare che sia stata fatta apposta in questo periodo): insomma, il senso non è più “battaglia contro il moto ondoso” ma divertimento in laguna per un week-end, ma penso che sia, come per i turisti della coppa amerca, un turismo meno invadente, interattivo, per certi versi. sicuramente non un turismo mordi e fuggi, che lascia solo pauume e poco denaro. il turismo che non mi piace, che vorrei fosse bandito da qualsiasi parte del mondo, figuriamoci se non qua..!

ma chiederei agli amministratori di tenere conto delle esigenze della città: si lavora per priorità, nelle emergenze, no? non è proprio una perfetta amministrazione, devo ammettere, ma le esigenze sono tante e diverse e, pare quasi, si voglia accontentare solo una parte di residenti: quelli che magna co i turisti…

la città deve esser preservata, è un bene universale, è una vetrina di storia ed architettura e cultura.

non si può sciuparla per interessi di singoli, la città è  per chi la vive, per chi ci lavora e poi, anche per chi la visita.

ma la città è prima di tutto dei residenti: il concetto di città felice è tale perché rende felice chi ci vive, che a sua volta riesce a sostenere una buona ospitalità a chi arriva. 

in un contenitore da un litro non ci si può versare due litri di liquidi, escono, non ci stanno. così è la città felice,  perché è perfetta senza esagerazioni, di alcun tipo.

niente più navi da crociera, signor sindaco, no. restino fuori, vedano venezia a piedi, i turisti, vale lo stesso, anzi. è vissuta così.  inutile innervosire noi residenti, poi siamo intolleranti e pestiamo i piedi ai turisti che affollano calli e, ponti e vaporetti.

venezia deve vivere, i veneziani devono vivere e i turisti sono più felici.

non è difficile, basta non essere ingordi e voler guadagnare troppo. 

ho sentito una frase orribile: co i turisti magna tutti. niente di più falso e di poco rispettoso nei confronti di questa ciittà

della mia città felice.

di ortyz

mendicanti e razzismo

sono passati 20 anni dalla morte di giovanni falcone, della moglie e degli agenti della scorta.

e oggi, nel triste anniversario, scopro che- in un social network-  563 persone condividono la foto di un falso mendicante, irritante, vero, ma son sempre persone: ma non è tanto la foto a sconvolgermi, ma alcuni commenti, disgustosi, razzisti, nazisti.

esistono anche quete persone, che vivono così, non credo per libera scelta, alcuni. un po come per le prostituite, ci sono quelle che lo fanno per il piacere di vendersi e ci sono quelle che vengono picchiate se non portano a casa il bottino.

anche alcuni di questi mendicanti vengono picchiati, sono brutti da vedere, eh! la povertà spaventa, forse.

ma vengono chiamate zecche, non si puo nemmeno far finta che ci sono, perchè ci sono, da sempre. non è detto che debbano sempre esserci, ma ci sono, e per questo non è giustificabile legggere che debbano essere bruciati, presi a sprangate perchè l’italia è, ancora, un paese civile, un paese dove gente  è stata ammazzata per difendere la legalità per difendere i diritti dei cittadini.

un finto mendicante non rappresenta la legalitù, vero. è un truffatore, ma non si brucia, si denuncia e si consegna alla giustizia.

non gli si augura di essere preso a bastonate. perché  non funziona così.  in un paese libero.

buonanotte.

(scritto ieri, 23 maggio, 2012)

di ortyz

brindisi

mancano pochi giorni al ventennale dell’assassinio dei giudici falcone e morvillo.

deve spaventare questa data, questa ricorrenza, spaventa talmente che oggi, un caldo sabato di maggio, c’è stato un attentato davanti ad una scuola a brindisi, la scuola era intitolata alla giudice morvillo, una scuola che rappresentava la legalità, che aveva avuto riconoscimenti proprio per la continua lotta al terrorismo, alle illegalità. 

formare nuove generazioni in un istituto così può essere pericoloso, vero?

i giovani possono anche pensare, non solo soltanto dei senza arte nè arte con poca voglia di studiare e imparare la vita vera.

sono dei codardi, questi mafiosi, questi associati alla criminalità di stampo mafioso, legati da un onore; da bambina sentivo parlare dei codici d’onore mafiosi, che onore c’è nell’ammazzare? nell’impadronirsi delle vite altrui? di minacciare, di far sentire la gente comune in continuo pericolo.

oggi pensavo al male assoluto; bin laden era il male assoluto, ma lui almeno si mostrava, certo, era ben nascosto, ma si mostrava, mandava messaggi e il male aveva un volto, per le sue vittime, il male bin laden, aveva un nome e un volto.

questi invece si fanno forza, mettono bombe, minacciano, uccidono ma rimangono nascosti. qualche volta la polizia li trova, in certi posti che nemmeno i maiali di mio nonno sarebbero stati volentieri.

bello fare i gradassi e nascondersi, vero? vigliacchi, infami. senza alcun senso dell’onore, altro che codici d’onore.

è morta una ragazzina, oggi tutti ne parlano, mostrano immagini, il dolore non ha piu intimità.

tutti devono vedere e devono partecipare agli strazi delle famiglie. i figli degli altri muoiono e tutti devono vedere,

è doloroso anche questo, per me. è doloroso contestare la chiusura di eventi mondani in segno di lutto, e pure credere di essere più intelligenti perchè si deve sfidare chi poi, non la mafia soltanto, si dece sfidare chi prende decisioni impopolari.

è un brutto momento, la mafia resiste, loro resistono con i loro pizzini, con i loro rifugi latrina. 

non ci sono i presupposti per farli smettere, adesso se la prendono anche con i ragazzi, inermi, senza colpe, se non quella di essere il futuro di questo paese che si regge, anche, nella menzogna di criminali assassini.

di ortyz

eccome, si cambia

ho già scritto da qualche parte di quanto sia stata bella questa ultima settimana veneziana. le regate della coppa america hanno restituito a venezia il suo ruolo di regina del mare, di città che ha fatto la sua fortuna con il mare, mare che ha fatto anche la sfortuna di questa splendida città.

ho anche scritto del mio grade piacere di rivedere l’arsenale, che vedevo spesso da bambina e frequentavo da adolescente, bei ricordi che restituiscono la dolcezza di anni spensierati

e succede che stasera, venerdì, c’è pure uno dei dj che da sempre avrei voluto sentire suonare in discoteca. quelli che fanno muovere gente da lontano, quelli che si muovono come star e che fanno girare la musica e fanno scuola a chi vorrebbe una consolle come strumento di lavoro.

io pure gli ho rotto le palle, al dj, su twitter: e quando vieni, e non vieni mai a venezia città….

no, lui viene, stasera, i groove armada annullano il concerto e arriva cocco dj con saturnino, il  meglio del meglio:)

ho sempre avuto un bel rapporto con la musica, ma è da tanto che non vado in discoteca. io sono un po cambiata, già, lo immaginavo, ma così tanto proprio no.

adolescente inquieta, discoteche si, ma quelle fighe, lontano da venezia, molte in toscana, dove andavo in vacanza, facevo le sei di mattina, al ciucheba, una discoteca sulla scogliera, a castiglioncello.

“andiamo a marinetta, stiamo la” ed invece via, da cecina a castiglioncello in treno, al ciucheba, un mondo di musica, suoni, luci, e ancora musica. e via a ballare, ballare, ballare,….e i ragazzi, e insomma, adolescenti, no?:-)

stasera, con una’amica, andiamo all’arsenale, c’è cocco dj, io vado, eccome! trovo pure amici, la,

ed invece non mi riusciva di stare la, troppa gente, troppa confusione, tanta giuventù col bicchiere in mano a parlare senza ballare, qualcosa stonava, la musica era anche incalzante ma io mi sentivo fuori posto.

sicchè sono tornata sguattera, prima di mezzanotte, ho preso la zucca e sono tornata a casa.

e cocco dj non l’ho visto e manco sentito suonare.

che figura da idiota, eh:) non è piu il tempo di castiglioncello, non è più il tempo di fare la civetta con i giovanotti, sono adulta.

avevo voglia della musica classica, oramai sono per concerti in teatri, mi piacciono i quartetti d’archi.

la verità è che sono invecchiata, che sono cambiata e lascio le avventure a chi ancora non sa quanto sia bello conoscere altri suoni, altre atmosfere.

mi dispiace però per il dj, cocco dj è pur sempre cocco dj.

che faccio? gli mando un tweet? “ciao coccodj, la carrozza s’è gia trasformata in zucca”. si, ecco, mi piace….

ma lui resta sempre IL dj…

e buonanotte…

domani altro giro, altra regata. magari il dj sta ancora qua:)

di ortyz

venezia, l’arsenale e la vela

(scritta ieri pomeriggio, 17 maggio)

 

a volte le cose cambiano:

 

in questi giorni la vita a venezia è quella che da veneziana, amante della mia città, vorrei sempre.sono arrivati i mainari, i marinai della coppa america, giro di soldi pazzesco per gare di vela che in pochi credo capiscano, me compresa.ma è il ritorno della navigazione allo stato puro, senza inquinamenti, senza migliaia di turisti a bordo di bastimenti di acciaio. il ritorno del turismo amatorialee la sorpresa del libero accesso nel nostro storico arsenale, un luogo che ha visto la storia della repubblica di venezia, dove le navi arrivavano da lunghe tratte di navigazione e venivano riparate, sistemate per l’avventura successiva. oltre quelle mure avvenivano i miracoli della cantieristisca veneziana, della repubblica marinara, che ancora è in attivita, ma altrove, a marghera, nei cantieri dove fino a pochi mesi fa prendevano forma le moderne navi che non trasportano piu sete e spezie ma portano turisti, talvolta ignari dell’importanza di visitare la storia, turiati che ignorano l’importanza di mantenere questa città così com’è sempre stata, una città in cui i residenti accoglievano i foresti con allegria riuscendo a trasformare una qualsiasi attività turistica in accoglienza calorosa 

 

Invece ora i turisti arrivano, vedono tutto di corsa e lasciano spiccioli a speculatori e spazzatura ai residenti

 

No, così non va beneNon va bene che costa crociere sigli un accordo con l’amministrazione veneziana per affidare l’educazione turistica in piazza San Marco alle costa’s angelsHo sentito un dirigente costa al tg, le esatte parole ora non le ricordo ma suonava più o meno così: rispettiamo veneZia e lavoriamo per le esigenze sei clienti.Spero che le esigenze dei clienti non siano vedere San Marco dalla nave, perché così non mi piace. Ai veneziani che amano Venezia non piace tutto questo traffico di acciaio in bacino San Marco, fa male vedere i gabbiani inseguire le navi, fa male quel puzzo che ai senteFa male a venezia l’invasione di turisti che arrivano, fotografano la rucola ed il pesce a rialto e pensano che il ponte di rialto sia una collina…

 

No, a me piace il turista che arriva, che spende senza farsi imbrogliare, che arriva a Venezia per quel che é: un museo a cielo aperto.E in questi giorni mi piace anche vedere i catamarani di ultima generazione, ed i giovani marinai dall’aspetto pieno di salute e veder un arsenale come lo sto vedendo ora, mentre scrivo questa nota, mentre vedo gente che fa la coda per el scartosetto de pesse fritto, nel veder gente che sbircia i vecchi padiglioni dove si riparavavano li legni allor non sani, descritti anche dal sommo.L’arsenale è stato ilCuore della repubblica, vederlo aperto così è una gioia immensa, è veneziano e deve rimanerlo.Venezia é il mare, era una repubblica marinara, ha fatto fortuna con il mare

 

Ed il mare non la deve uccidere, e questa amministrazione non deve deludere chi ama la città.

(‘che un po ci sta deludendo, ma ieri e oggi ha reso venezia regina, non deludeteci!)

 Immagine

di ortyz